Descrizione
Introduzione
Il tema della donazione di organi rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide irrisolte nelle società contemporanee a livello globale. Nonostante i progressi registrati in termini di informazione e sensibilizzazione, permangono resistenze culturali, dubbi etici e una diffusa mancanza di consapevolezza che ostacolano una piena adesione a questa scelta di grande valore umano e civile.
L'Italia, in particolare, si distingue positivamente nel panorama internazionale, collocandosi tra i Paesi con il più alto numero di donatori. Tuttavia, questo dato incoraggiante non è ancora sufficiente a soddisfare il reale fabbisogno di trapianti. Ogni anno, infatti, migliaia di pazienti restano in attesa di un organo compatibile, spesso per lunghi periodi, con conseguenze drammatiche in termini di qualità e aspettativa di vita.
Questa discrepanza tra disponibilità e necessità sottolinea l'urgenza di un rinnovato impegno collettivo, non solo da parte delle istituzioni sanitarie, ma anche del mondo culturale, educativo e civile. Occorre superare i tabù e le incertezze che ancora circondano la donazione post mortem, promuovendo una cultura della solidarietà fondata sull'informazione corretta, sul rispetto della libertà individuale e sulla consapevolezza delle implicazioni etiche e sociali di una scelta che può letteralmente salvare delle vite.
In questo contesto, progetti come "\textit{Clarinetto Vivo! Nuova musica, Nuova vita.}", che uniscono arte e testimonianza, assumono un ruolo strategico nel veicolare messaggi profondi attraverso linguaggi capaci di parlare all'emotività e alla coscienza delle persone, contribuendo a creare una società più informata, empatica e responsabile.
Il duplice scopo
Il progetto "Clarinetto Vivo! Nuova musica, Nuova vita." si propone di affrontare un doppio ambito di ricerca e azione, apparentemente distante ma in realtà profondamente connesso: la promozione della cultura della donazione di organi e la divulgazione di nuova musica per gruppi strumentali da camera e orchestrali.
Il progetto nasce da un'esperienza personale di trapianto d'organo, che ha trasformato radicalmente il modo di vivere e concepire l'attività musicale. Da questa rinascita è nata l'idea di un progetto che non si limitasse alla commissione di nuove opere per clarinetto, ma che potesse anche contribuire a sensibilizzare il pubblico sul tema della donazione, in collaborazione con ANED Onlus, associazione impegnata nella tutela dei pazienti nefropatici e trapiantati.
In sintesi, in un'epoca in cui l'arte e la musica cercano nuove funzioni e nuovi pubblici, il progetto “Clarinetto Vivo” si colloca nel crocevia tra ricerca musicale, esperienza personale e impegno civile. La sua originalità risiede nell'utilizzo del linguaggio musicale contemporaneo (ma pur sempre di grande fruibilità per ogni tipo di pubblico) non solo come forma espressiva, ma anche come veicolo di sensibilizzazione sociale. Il clarinetto diventa in questo contesto il simbolo di una doppia funzione: quello di dare vita a nuova musica, e quello della nuova vita che il trapianto rende possibile.
Il silenzio interrotto
Tutto inizia a Foligno, durante le selezioni per la Banda dell'Esercito Italiano. Un sogno professionale che si scontra con una diagnosi inattesa: "non idoneo", con un consiglio che avrebbe cambiato tutto: una visita nefrologica.
Dopo un anno vissuto con la spensieratezza di chi non vuole credere alla malattia, a gennaio 2023 la realtà bussa alla porta sotto forma di stanchezza e gonfiori sospetti. Il ricovero d'urgenza al Policlinico Umberto I di Roma segna l'inizio della battaglia: una creatinina a 3.3 mg/dL e l'inizio di pesanti terapie cortisoniche e immunosoppressive.
La Resilienza e il "Fuori Tempo" della Dialisi
Nonostante le cure, ho continuato a portare la mia musica in giro per l’Italia, cercando di mantenere stabile una situazione che, però, nel febbraio 2024 ha iniziato a precipitare.
- Maggio 2024: L'ingresso in dialisi peritoneale. Un tentativo di mantenere l'autonomia domiciliare che purtroppo si trasforma in un calvario di inefficacia terapeutica.
- Settembre 2024: Il corpo cede. Dieci chili di liquidi accumulati nei tessuti, pressione arteriosa fuori controllo e il fallimento della metodica peritoneale.
- Ottobre 2024: Il passaggio all'emodialisi. Vedere il proprio corpo sgonfiarsi è stata la prima vera nota positiva dopo mesi di buio. Una stabilità ritrovata, ma pur sempre legata a una macchina.
Il Calvario e la Speranza Frantumata
Dopo anni di battaglie, nel luglio 2025, il mio percorso ha subito un colpo durissimo: mia madre, che si era offerta per il trapianto da vivente, è risultata non idonea. La prospettiva era quella di restare in lista d'attesa per una media di due anni e mezzo, legato a una macchina per l'emodialisi che, pur tenendomi in vita, mi rubava il tempo, l'energia e la libertà.
Rassegnato ma mai arreso, ho continuato a studiare e lavorare nella musica, incastrando i miei impegni accademici tra una seduta e l'altra, finché mia zia non ha deciso di farsi avanti. A febbraio 2026, la notizia che aspettavamo: lei era idonea. La data del trapianto da vivente era fissata per metà aprile.
La Chiamata che Cambia Tutto
Ma il destino aveva in serbo un altro spartito. Il 20 febbraio 2026, ore 22:30: il telefono squilla. È il Centro Trapianti del Policlinico Umberto I. C'è un donatore cadavere compatibile. La mattina successiva ero già in sala operatoria.
Dopo 13 giorni di ricovero, sono uscito dall'ospedale come una persona nuova. La vita è cambiata totalmente:
- La libertà dei gesti quotidiani: Poter bere più di 500ml d'acqua al giorno (il limite soffocante della dialisi) è una conquista indescrivibile.
- Il ritorno alla normalità: Mangiare di nuovo alimenti che prima erano proibiti, riappropriarsi del proprio corpo.
- Il dono del Tempo: Quello che prima era tempo "rubato" dall'emodialisi, oggi è tempo investito nella musica, negli studi e nel futuro.
Perché Scegliere di Donare?
La mia storia dimostra che il trapianto non è solo un intervento medico, ma una rinascita civile. Mentre mia zia era pronta a un gesto d'amore immenso, la disponibilità di un donatore ha permesso a lei di evitare l'intervento e a me di tornare a vivere immediatamente.
Donare significa:
- Restituire il tempo: Permettere a un giovane di completare i propri studi e seguire le proprie passioni senza il peso di una terapia cronica.
- Eliminare i limiti: Ridare a qualcuno il diritto di bere un bicchiere d'acqua o mangiare un pasto in compagnia senza paura.
- Onorare la vita: Un donatore trasforma un momento di dolore estremo in un'opportunità infinita per gli altri.
Oggi non sono più un paziente in attesa, sono un musicista che è tornato a suonare la propria vita. Grazie a chi ha scelto di dire di sì, oggi posso guardare al domani senza il rumore della dialisi in sottofondo.
Donazione di organi in Italia: dati e contesto sociale
L'Italia si conferma ai vertici europei per la qualità della rete trapiantologica, consolidando un trend di crescita che ha reso il 2024 l'anno dei record e il 2025 un anno di ulteriore stabilità e sviluppo. Secondo le rilevazioni del Centro Nazionale Trapianti (CNT), il sistema italiano ha raggiunto traguardi storici, pur evidenziando criticità strutturali sul fronte del consenso.
Indicatori chiave (Dati Consolidati 2024)
L'attività di donazione e trapianto ha superato per la prima volta soglie critiche di efficienza:
- Donatori deceduti: 2.110 donazioni realizzate (+2,7% rispetto al 2023), derivanti da oltre 3.190 segnalazioni in rianimazione.
- Tasso di donazione: Per la prima volta l'Italia ha superato la quota di 30,2 donatori per milione di abitanti (pmp), posizionandosi tra i leader in Europa (dietro solo alla Spagna).
- Trapianti effettuati: 4.692 interventi complessivi (+5,1% rispetto all'anno precedente). Nello specifico:
- Rene: 2.393 trapianti (di cui una quota crescente da donatore vivente).
- Fegato: 1.732 trapianti.
- Cuore: 418 trapianti (+13%).
- Lista d'attesa: Al 31 dicembre 2024, restano 8.024 persone in attesa di un organo. Il tempo medio di attesa per un trapianto di rene è stimato in circa 3 anni.
Analisi del consenso e divari territoriali
Nonostante l'eccellenza clinica, il tasso di opposizione alla donazione rimane il principale ostacolo al soddisfacimento del fabbisogno nazionale.
- L'opposizione nelle rianimazioni: La percentuale di rifiuto al prelievo espresso dai familiari in ospedale è leggermente scesa al 29,3%.
- La "Dichiarazione di Volontà" all'Anagrafe: Il dato più critico emerge dal rinnovo delle carte d'identità, dove l'opposizione media nazionale si attesta intorno al 30-32%, con picchi preoccupanti in alcune regioni del Sud e nelle fasce d'età più giovani, spesso per mancata informazione.
- Il divario Nord-Sud: Persistono differenze marcate. Mentre regioni come Toscana (49,4 pmp), Emilia-Romagna (45,5 pmp) e Veneto guidano la classifica per generosità e organizzazione, il Sud sta mostrando segnali di ripresa (Sicilia +5,7 pmp), ma resta ancora distante dalla media nazionale.
Musica contemporanea emergente
La divulgazione delle nuove frontiere della musica rappresenta un obiettivo centrale, anche quando tali linguaggi possono apparire, inizialmente, meno immediati per il pubblico.
L'ascolto diretto di un'opera eseguita da interpreti presenti in sala offre l'opportunità di confrontarsi con l'interiorità artistica, e umana, di chi la esegue. In alcuni casi, è possibile dialogare direttamente con i compositori, condividendo riflessioni e curiosità sul brano, e approfondendo così il processo creativo che ne ha guidato la realizzazione.
Ogni artista possiede un mondo interiore che tende ad esprimersi in modo libero, secondo un percorso personale. Alcuni si esprimono attraverso le arti visive, altri mediante altri linguaggi artistici; in questo contesto, è la musica il mezzo privilegiato di espressione. Il pentagramma diventa la tela su cui dipingere e ogni strumento musicale costituisce un colore, una sfumatura espressiva a disposizione dell'interprete.
Scrivere nuova musica è un atto necessario per mantenere vitale e dinamico il patrimonio musicale. La creazione contemporanea non solo rinnova il repertorio, ma riflette le istanze, le sensibilità e le tensioni del nostro tempo. Ogni nuova composizione contribuisce ad arricchire il dialogo tra passato e presente, offrendo chiavi di lettura originali e aprendo spazi di sperimentazione che alimentano l'evoluzione del linguaggio musicale, pur mantenendo la fruibilità per ogni tipo di pubblico. Sostenere la scrittura di nuova musica significa, quindi, sostenere la crescita culturale e intellettuale della società.
La composizione musicale contemporanea è spesso frutto di una stretta collaborazione tra autore e interprete: le opere sono pensate per valorizzare le specifiche capacità esecutive dei musicisti, mettendone in luce il talento, la tecnica e la sensibilità artistica.
Gli interpreti, a loro volta, non si limitano a eseguire quanto scritto, ma partecipano attivamente al processo creativo attraverso un'interpretazione personale. In questo modo, contribuiscono a generare nuove letture dell'opera, esplorando possibilità espressive e sonore spesso non previste dall'autore stesso.
L'arte, in tutte le sue forme, offre possibilità inesauribili. L'invito rivolto al pubblico è quello di accostarsi con apertura e curiosità alle esperienze artistiche contemporanee, accogliendo il nuovo senza pregiudizi.
Il progetto “Clarinetto Vivo”: Arte, Etica e Resilienza
“Clarinetto Vivo” è un’iniziativa artistica e culturale che si propone di espandere il repertorio contemporaneo per clarinetto. Il progetto non si limita all'esecuzione, ma agisce come un laboratorio attivo di ricerca sonora, commissionando opere originali a compositori viventi per esplorare le frontiere timbriche dello strumento in formazioni che spaziano dal solismo cameristico alla dimensione orchestrale.
La programmazione dei concerti segue una linea precisa: un ponte tra la i repertori tradizionali e la sperimentazione. Accanto ai capisaldi della letteratura musicale che include il clarinetto, il progetto presenta in anteprima assoluta brani nati da una stretta collaborazione tra autore ed interprete, valorizzando la versatilità espressiva dello strumento in contesti organici sempre nuovi (duo, trio d'ance, quartetto d'archi, ensemble di fiati...).
Tuttavia, l’identità profonda di “Clarinetto Vivo” risiede nella sua natura transdisciplinare. Ogni evento trascende la dimensione puramente estetica per farsi atto di impegno civile. Grazie alla partnership con l'ANED Onlus (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), il palcoscenico si trasforma in un forum di sensibilizzazione sulla donazione di organi. La musica diventa così il tessuto connettivo che unisce l’eccellenza performativa alla testimonianza umana, creando uno spazio di riflessione autentico e libero da tecnicismi medici.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare il concerto in un’esperienza trasformativa, dove l’ascolto della bellezza diventi il mezzo per una nuova consapevolezza sociale, in cui etica ed estetica convergono in un unico messaggio di rinascita.
Il messaggio
È universalmente riconosciuto che nessuno desidera sentirsi dire cosa fare, specialmente quando si tratta di scelte profonde e personali. Proprio per questo motivo, il progetto si fonda su un principio fondamentale: accompagnare l’ascoltatore in un percorso di consapevolezza, non imporre una direzione. L’intento non è quello di influenzare o orientare in modo forzato le opinioni, ma di offrire spunti di riflessione autentici, attraverso testimonianze dirette, sincere e umanamente coinvolgenti.
Queste narrazioni non hanno la pretesa di convincere, ma semplicemente di condividere esperienze vissute, affinché ciascuno possa confrontarsi con esse in modo libero e personale. Il valore dell’ascolto attivo e della libertà di pensiero è al centro di ogni azione proposta, perché crediamo che una decisione tanto importante debba nascere da una scelta intima e profondamente sentita.
Inoltre, il progetto non mira in alcun modo a sollecitare decisioni affrettate. Al contrario, incoraggia un tempo di riflessione lungo, sereno e rispettoso dei tempi interiori di ciascuno. Il nostro invito è quello di pensare con calma e lucidità, prendendo in considerazione l’importanza di una decisione consapevole presa in vita, evitando di lasciare questo compito delicato e spesso doloroso ai propri familiari o discendenti.
Scegliere consapevolmente in prima persona significa assumersi la responsabilità delle proprie convinzioni, liberando chi ci sta accanto da un peso che non dovrebbe gravare su di loro. Ed è proprio in questa prospettiva che si inserisce il nostro impegno: creare spazi di ascolto, confronto e maturazione del pensiero, affinché ogni scelta sia davvero personale, libera e rispettata.
Francesco Proietti
Porta il progetto nel tuo spazio.
Disponibile per festival internazionali, gallerie d'arte e teatri d'avanguardia.